Cosa si intende per investimenti assicurativi

Gli investimenti assicurativi si distinguono nettamente dalle polizze assicurative di copertura.

Il problema è che spesso queste due tipologie di strumenti finanziari vengono confusi l’uno con l’altro, soprattutto quando sono proposti dal mondo del risparmio gestito come forma alternativa di investimento.

C’è un motivo particolare per cui questo accade e te lo spiego molto bene nei prossimi paragrafi.

In quest’articolo scoprirai infatti nel dettaglio come fare a distinguere una polizza da investimento da una di copertura e se conviene investire in assicurazioni.

Anche perché se sei qui, avrai con ogni probabilità sentito parlare delle polizze assicurative sulla vita, soprattutto se hai da poco acquistato casa. 

Magari ne hai anche già accesa una e ti stai chiedendo se averla convenga davvero o se non sia meglio optare per un cosiddetto investimento assicurativo

Almeno così tutti i soldi che versi per la tua polizza ti frutteranno qualcosa, no? 

E non solo: a un certo punto della tua vita potrai anche riscattarli e portare a casa una bella cifra, al di là del fatto che avvenga l’evento indesiderato da cui ti stai tutelando con l’assicurazione. 

Conoscendo l’atavica ritorsione degli italiani a versare premi assicurativi per coprirsi, a fondo perduto, sembra un ottimo piano! 

E infatti è ciò su cui fanno spesso leva i soggetti che ti propongono questo tipo di strumenti per investire i tuoi soldi.

La realtà degli investimenti assicurativi, però, è più complicata e controversa di così. Ne parliamo nei prossimi paragrafi, quindi continua a leggere.

Differenze tra polizze assicurative di copertura e “investimento assicurativo”

Per poter distinguere la differenza tra una polizza assicurativa di copertura e un investimento assicurativo, è davvero importante che tu capisca un concetto fondamentale e che, considerando il tema di questo articolo, potrà apparirti strano, quasi un controsenso. Il concetto è questo: 

Quando fai un’assicurazione, non stai investendo i tuoi soldi. 

Per capire il senso di questa affermazione, sarà necessario fare un piccolo passo indietro e fare un ripasso del significato del termine “investimento” e di quello invece della parola “assicurazione”. 

Partiamo dagli investimenti. Quando investi i tuoi soldi, stai acquistando determinati strumenti finanziari che, a fronte di un potenziale rischio che sei disposto ad assumerti, possono accrescere il valore del tuo capitale o quantomeno mantenerlo. 

La parola chiave, qui, è “rischio”: tienila a mente! 

Passiamo ora alle assicurazioni. Accendere un’assicurazione significa acquistare una copertura economica da un evento inatteso che può impattare in modo sensibilmente negativo sulla tua situazione economica, come anche su quella della tua famiglia. 

Un esempio tra tutti? La morte, purtroppo

Ecco perché all’inizio dell’articolo ti ho parlato dell’acquisto di un immobile: è la situazione principe in cui le persone iniziano a familiarizzare con il concetto di polizze assicurative sulla vita, perché si ritrovano da un giorno all’altro con un mutuo da corrispondere a una banca. 

In questo caso, la parola chiave è “copertura”

L’altra era “rischio”. Cerchiamo ora di unirle! 

Da un lato, con gli investimenti, abbiamo l’acquisto di uno strumento finanziario dove la componente del rischio è praticamente insita: non c’è rendimento (e quindi, non c’è investimento) senza rischio.

Quando investi, lo fai assumendo un certo rischio finanziario: sono le regole del gioco. 

Dall’altro, con le assicurazioni, abbiamo invece l’acquisto di una copertura dai rischi. Una buona assicurazione è davvero tale, infatti, quando azzera i rischi finanziari e annulla i danni economici causati da eventi inattesi. 

Abbiamo quindi uno strumento che lavora sul rischio, un altro che invece se ne tiene ben distante. In che modo possono incontrarsi?

La risposta a caldo potrebbe essere “In nessun modo!”, tornando anche a ripetere l’affermazione di cui sopra: 

Quando fai un’assicurazione, non stai investendo i tuoi soldi. 

La risposta a freddo, considerando anche che il mercato è davvero colmo di coperture assicurative trattate come investimenti finanziari e vale la pena fare un po’ di chiarezza in merito, sono i cosiddetti “investimenti assicurativi” e cioè il vero tema di questo articolo. 

Per poter comprendere il meccanismo che distingue le varie polizze devi sapere che vengono catalogate all’interno dei cosiddetti “rami”, ovvero il raggruppamento sotto una stessa categoria di rischio.

Le polizze si differenziano principalmente tra il “ramo danni” e il “ramo vita”.

A noi qui interessa il ramo vita, che al suo interno distingue la seguente categorizzazione:

  • Ramo I: polizze sulla durata della vita umana
  • Ramo II: nuzialità e natalità (praticamente in disuso)
  • Ramo III : assicurazioni finanziarie (Unit Linked, Index Linked)
  • Ramo IV : malattia e non autosufficienza (LTC)
  • Ramo V : polizze di capitalizzazione e liquidazione di un capitale a scadenza
  • Ramo VI : gestione di fondi collettivi (Fondi Pensione)

Le polizze di copertura sulla vita rientrano nel ramo I, mentre gli investimenti assicurativi possono cadere sotto diversi rami, il 3° e il 5° su tutti.

Il concetto che voglio farti assimilare è che ogni volta che ti viene proposta una polizza da investimento, se ricade sotto il ramo III o il ramo V è sicuramente uno strumento a prevalente matrice finanziaria, dove la parte di copertura è ridotta o marginale.

Puoi quindi fare questa domanda a chi ti sta proponendo questo tipo di strumenti e scoprire subito in quale campo ti trovi.

Proseguendo, vale la pena approfondire l’argomento e distinguere le diverse tipologie di polizze a disposizione all’interno dei singoli rami, perché ognuna ha caratteristiche particolari. 

Dovendole raggruppare per macro-categorie troviamo:

  1. Polizze a Gestione Separata
  2. Polizze Unit Linked
  3. Polizze Index Linked
  4. Polizze Miste

Vediamole tutte nel dettaglio.

Polizze a gestione separata 

Le polizze vita a gestione separata sono quelle più diffuse nell’ambito degli investimenti assicurativi e rientrano nel caso delle assicurazioni sulla vita Ramo I, cioè “assicurazioni sulla durata della vita umana”

A differenza delle polizze “caso morte”, in cui ai beneficiari spetta un capitale o una rendita in seguito alla morte dell’intestatario della polizza, le polizze “caso vita”, come quelle a gestione separata, non riguardano solo più la tutela della persona, ma entrano nel territorio degli investimenti. 

Infatti, in questa tipologia di polizze una parte dei premi versati mensilmente o annualmente dall’intestatario non viene utilizzata a copertura, ma bensì viene distinta dalle risorse economiche e finanziarie della compagnia assicurativa (da qui il titolo “gestione separata”) e investita. 

In che cosa? Normalmente in strumenti a basso rischio, come i titoli di stato. 

Un tempo, questa tipologia di polizza era l’unica opzione per chi desiderasse fare degli investimenti assicurativi. Perché? 

Perché i titoli di stato avevano alti tassi di interesse e garantivano un rendimento annuo minimo.

Poi, con il tempo e la riduzione secolare dei tassi di interesse hanno iniziato a perdere valore e a restituire rendimenti bassi. 

E le polizze? 

Ovviamente i rendimenti garantiti si sono abbassati, fino ad arrivare a “garantire” unicamente il mantenimento del capitale.

In alcuni casi, per le compagnie assicurative è diventato oneroso anche garantire la semplice restituzione del capitale: ecco allora che sono state introdotte le altre due tipologie di polizze di cui ti parlerò nei prossimi paragrafi. 

Se vuoi approfondire ancora il tema delle polizze a gestione separata, ricordati di leggere questo articolo di Matteo: Cosa sono le Gestioni Separate delle Polizze Vita: conviene investire?

Polizze Unit Linked

Le polizze Unit Linked rientrano nel caso delle assicurazioni sulla vita Ramo III, cioè “assicurazioni sulla vita connesse con fondi di investimento o indici”

In questo caso la polizza non ha l’obbligo di restituire il tuo capitale “investito” e di conseguenza non investe più in titoli di stato o comunque in strumenti finanziari poco rischiosi, ma si permette di compiere investimenti più aggressivi e spinti. 

Nel caso delle Unit Linked, questi investimenti vengono fatti in fondi comuni che, molto spesso, investono a loro volta in fondi.

Questi fondi possono essere costruiti dalla compagnia assicurativa o essere già esistenti sul mercato. 

Se vuoi saperne di più sulle polizze Unit Linked, ti rimando alla lettura dell’esaustivo articolo: Polizze Unit Linked: come affossare il tuo capitale sotto il peso dei costi e del rischio

Già il titolo ti può dare un’anticipazione su quali sono gli svantaggi principali di questo tipo di investimento assicurativo: i costi! 

In effetti, le polizze Unit Linked si basano su una struttura a “contenitori” (i fondi, che addirittura investono in altri fondi) estremamente complicata e ricca di costi invisibili.

Polizze Index Linked

Le polizze Index Linked rientrano sempre nel caso delle assicurazioni sulla vita Ramo III e vanno a braccetto con la filosofia delle Unit Linked: possono, ma NON devono, garantire il mantenimento di valore del capitale investito. 

Ecco, allora, che anche le polizze Index Linked si orientano su investimenti meno “soft” di quelli delle polizze a gestione separata. 

In questo caso, però, una parte del capitale utilizzato per la polizza non viene investita in fondi comuni, ma bensì viene vincolata all’andamento di un indice o di un paniere di azioni. 

Anche qui il tema dei costi e della gestione del rischio è rilevante.

Spesso si tratta di polizze con strutture complesse, le quali prevedono l’utilizzo di contratti derivati per cercare di garantire la restituzione del capitale, mentre investono su indici di borsa.

Peccato che i derivati sono strumenti finanziari che a loro volta presentano dei costi, che si sommano a tutti gli altri già presenti per la sottoscrizione della polizza, come ad esempio i caricamenti iniziali (commissioni amministrative, per la copertura sulla vita e per remunerare la compagnia assicurativa).

Polizze Miste

Le polizze Miste racchiudono le caratteristiche delle polizze vita Ramo I e delle polizze Ramo III, in proporzioni e percentuali differenti in base al prodotto. 

Quindi, sono assicurazioni che vanno a coprire sia il “caso vita”, come anche il “caso morte”, garantendo all’intestatario della polizza un pagamento sia nel caso in cui la persona assicurata non sia deceduta al momento della scadenza, sia ovviamente in caso di decesso.

Anche qui il tema dei costi è molto rilevante, avendo una struttura ancora più complessa e che racchiude al proprio interno diversi strumenti finanziari, ognuno con il suo strato di oneri da dover sopportare. 

Vantaggi degli investimenti assicurativi

Cerchiamo ora di trarre qualche conclusione e di parlare dei vantaggi degli investimenti assicurativi. In realtà, il vero punto di questo paragrafo non è tanto andare a stilare una lista di effettivi vantaggi, ma capire SE questi vantaggi esistono davvero. 

Prestando attenzione a ciò che le compagnie assicurative dicono quando provano a commercializzare le loro polizze assicurative a gestione separata o unit/index linked, investire in assicurazioni conviene per svariati motivi: 

  • ottieni una copertura e investi con un unico prodotto. Bello, no? 
  • le polizze sarebbero esenti da imposte di successione
  •  le polizze sono impignorabili e insequestrabili; 
  • le polizze non pagano lo 0,2% di imposta di bollo; 
  • le polizze assicurative corrispondono un pagamento ai beneficiari. 

Teniamoci il primo punto di questo elenco per ultimo e partiamo dagli altri quattro “cavalli di battaglia”. 

È vero, le polizze sono esenti da imposte di successione, ma come lo sono anche tutti i principali strumenti di investimento, per un massimo di 1 milione a erede e se gli eredi sono coniugi o in linea retta con la persona deceduta. Il vero vantaggio dell’esenzione esiste quindi una volta superata questa franchigia.

Sul fatto che siano impignorabili e insequestrabili esiste una sempre più folta giurisprudenza che permette di mantenere questo aspetto solamente per le polizze di copertura e protezione, mentre lo perde se si tratta di polizze a prevalente matrice finanziaria. Un chiaro segnale per tutte le effettive polizze da investimento.

Per quanto riguarda l’esenzione dal pagamento dello 0,2% dell’imposta di bollo, questo beneficio non riguarda certo le polizze Unit o Index Linked, ma solo quelle Ramo I a gestione separata. 

Passando invece al “vantaggio” di lasciare sicurezza economica agli eredi: questa può essere concessa anche da qualsiasi altro prodotto finanziario d’investimento. Alla morte dell’intestatario, infatti, il capitale investito non svanisce nel nulla, ma resta a beneficio di chi rimane. 

Arriviamo, infine, al primo punto, cioè il vantaggio di ottenere una copertura e un investimento insieme. 

Qui conviene fare un bel passo indietro e tornare quasi all’inizio dell’articolo, per ribadire ancora questo concetto: 

Quando fai un’assicurazione, non stai investendo i tuoi soldi. 

Per tutta una serie di ragioni, dall’incompatibilità stessa tra il concetto di investimento (rischio, rendimento, … ricordi?) e quello di assicurazione (copertura dal rischio e tutela del patrimonio), ai costi di gestione delle assicurazioni come investimenti (spesso elevatissimi, tra costi fissi, commissioni e trattenute sul rendimento), dalla scarsa trasparenza su come vengono investiti i soldi, agli strettissimi vincoli in merito alla possibilità di prelevare il proprio capitale. 

Quindi, lo ripetiamo: 

Quando fai un’assicurazione, non stai investendo i tuoi soldi. 

Possono esserci dei motivi precisi per cui si sceglie di utilizzare una polizza assicurativa per la gestione del proprio capitale e di solito hanno a che fare con la protezione dei propri risparmi, che è una cosa distinta da un’operazione di investimento.

Anche perché la copertura ha un costo (giustamente) che tende a deprimere significativamente il rendimento finale.

Se invece vuoi investire seriamente i tuoi soldi per farli crescere nel tempo e soddisfare i tuoi obiettivi di vita, hai a disposizione strumenti più efficienti e meglio strutturati.

Investire in polizze assicurative conviene?

Eccoci alla fatidica domanda che probabilmente ti ha portato alla lettura di questo articolo: conviene fare investimenti assicurativi?”. 

Non mi piace quasi mai rispondere con dei secchi SÌ o NO a queste domande, perché preferisco farti ragionare e aiutarti a sviluppare un pensiero critico. 

Se sei arrivato fino a qui, avrai forse notato delle somiglianze tra le polizze assicurative a gestione separata, Unit Linked e Index Linked con degli altri strumenti d’investimento: sto parlando delle obbligazioni, dei fondi comuni e degli ETF

Non per nulla, le polizze a gestione separata investono in titoli di stato, mentre le Unit Linked in fondi comuni d’investimento e le Index Linked in indici di Borsa o panieri d’azioni. 

Quindi, che differenza c’è? 

La differenza sta nei costi, nella trasparenza e nella possibilità di scegliere con maggiore flessibilità e cognizione di causa i propri strumenti d’investimento. 

In buona sostanza, un investimento assicurativo non garantisce nulla di più rispetto a un qualsiasi altro prodotto finanziario, con lo svantaggio, però, di avere costi di gestione spesso proibitivi, scarsa flessibilità, rischi elevati (in modo particolare con le Unit e Index Linked) e poca trasparenza nei confronti dell’investitore. 

Se tutte queste informazioni in merito agli investimenti assicurativi hanno messo in discussione le tue convinzioni e vuoi saperne ancora di più, ho affrontato nel dettaglio l’importantissima differenza tra polizze assicurative di copertura e investimenti nell’articolo Investire in assicurazioni conviene? Tutte le informazioni fondamentali per decidere: ti suggerisco di leggerlo per fare un ulteriore passo in avanti nel percorso di piena consapevolezza su questo argomento ed evitare di incappare in proposte di polizze non adatte alle tue reali esigenze di investimento. 

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