Come Investire 30 Mila Euro: Ecco i Migliori Consigli per Far Fruttare i Tuoi Risparmi

Magari hai messo da parte un po’ dei tuoi sudati guadagni o magari li hai ricevuti da un’eredità o dal TFR.

Adesso hai 30.000 euro da investire e non sai bene come farlo; d’altronde tutto questo è comprensibile. Ci sono talmente tanti prodotti e servizi scadenti che ti propongono di investire su di loro e questo crea una enorme confusione generale nella mente di molti investitori.

Magari conosci qualche promotore finanziario che ti ha proposto qualche prodotto, oppure hai sentito dire da qualche collega che lui mette i soldi in un libretto di Poste Italiane e non sai quale sia l’opzione migliore.

Insomma, hai bisogno di fare chiarezza e questa guida è scritta proprio per questo motivo.

Nozioni di base per investire 30.000 euro

Cominciamo da qualcosa che devi assolutamente sapere se vuoi riuscire a fare bene tutte le scelte successive:

  • I prodotti e le soluzioni come le criptovalute e il trading online sono estremamente rischiosi e adatti solo a chi è realmente esperto (lascia perdere le pubblicità esplicite o mascherate che trovi in giro!). Se vuoi essere sicuro di conservare e proteggere il tuo capitale, evita questo tipo di situazioni;
  • Che siano 30.000 euro o qualsiasi altra cifra, l’importante è sempre riuscire a diversificare il tuo portafoglio per diminuire il più possibile il rischio che una sola azione o una sola obbligazione possano influenzare negativamente tutto il patrimonio investito. Per questo, normalmente, con 30.000 euro bisogna utilizzare strumenti diversificati come gli ETF per i propri investimenti;
  • Il patriottismo lascialo per un’altra occasione. Rivolgersi alla propria banca per comprare dei BTP, come si faceva una volta e senza avere una strategia di investimento alle spalle non è una scelta intelligente, a meno che alla base non ci sia un serio ragionamento di natura finanziaria che possa giustificare questa soluzione rispetto a tutte le altre possibili. Se si hanno a disposizione solamente 30.000 €, acquistare titoli di stato significa concentrare moltissimo il rischio del proprio investimento su pochi strumenti finanziari, non adeguatamente diversificati.
  • La cosa migliore da fare è bilanciare il tuo portafoglio per controllare il rischio (e dunque il potenziale rendimento) in base alle tue aspettative. Se sei giovane e conti di utilizzare gli interessi che maturerai sul tuo capitale per costruirti una pensione integrativa tra 25-30 anni, il tuo portafoglio sarà diverso da quello di una persona che vuole semplicemente assicurarsi di non far svalutare il denaro al netto dell’inflazione.

Conviene rivolgersi ad un intermediario?

Questa è la domanda più comune. Diciamo che potresti anche non farlo, ma a costo di studiare duramente per diverso tempo fino a bilanciare le competenze che possono avere i professionisti del settore.

Gli investimenti finanziari non sono una cosa che si può improvvisare nel proprio tempo libero.

Investire i propri soldi sui mercati è una cosa seria che richiede conoscenze e competenze avanzate.

Se non le hai maturate, perchè nella vita fai già un altro mestiere, ti conviene rivolgerti ad un professionista preparato.

Il vero problema è saper riconoscere un intermediario finanziario in conflitto di interessi da un consulente indipendente con gli interessi allineati ai tuoi.

Se non hai molto tempo a disposizione per studiare e formarti, la cosa migliore da fare è quindi rivolgersi a qualcuno che possa darti una mano.

In questo caso hai fondamentalmente due scelte:

  • Affidarti, come fanno molti italiani, al mondo del risparmio gestito. Questo tipo di investimenti prevede che tu vada ad affidare i tuoi soldi ad un promotore finanziario, che solitamente lavora per una banca, una società di investimenti o per una compagnia di assicurazione. Come vedremo nei paragrafi successivi, questa scelta non è la migliore.
  • La seconda cosa che puoi fare è mantenere il controllo dei tuoi soldi e scegliere un consulente finanziario indipendente per ricevere un servizio di “consulenza pura”. La differenza rispetto al caso precedente è che questo professionista non ha conflitti di interesse, non lavora per nessuna società di investimento e soprattutto mantieni il pieno controllo dei tuoi soldi, che rimangono sul tuo conto corrente e che andrai ad investire in modo autonomo, con il supporto del consulente indipendente. In poche parole, non è pagato per venderti forzatamente qualche prodotto che gli passa l’azienda per cui lavora, ma per darti consigli indipendenti; il pagamento avviene semplicemente sulla base del tempo che ti dedica, in modo che non ci sia appunto alcun conflitto di interessi.

Se fin qui ci sei, possiamo continuare.

Perché dovresti evitare il risparmio gestito

Il risparmio gestito ha una serie di problemi. Primo fra tutti, il fatto di non essere un servizio fatto su misura per te.

Il promotore finanziario sarà vincolato e limitato a scegliere tra i prodotti che l’azienda per cui lavora gli chiede di vendere, il che significa fondamentalmente scegliere all’interno di un bicchiere quando in realtà esiste un oceano.

Oltre a ciò, il costo di questi investimenti è molto alto. Di anno in anno, il 2,5-3,5% del tuo capitale, talvolta anche di più, sparirà in commissioni e costi nascosti. Spesso e volentieri potresti anche ritrovarti dei vincoli sull’abbandono degli investimenti, messi appositamente per disincentivarti a disinvestire e assicurarsi che tu vada a pagare questi costi per diversi anni.

Tutti questi costi vanno ovviamente ad erodere il rendimento finale. Se aggiungiamo a tutto questo il peso dell’inflazione, di anno in anno dovrai recuperare un rendimento molto più alto del dovuto solamente per evitare di andare in perdita.

Questo potrebbe spingere l’intermediario a farti correre dei rischi finanziari superiori ed in eccesso rispetto al tuo profilo ideale, altrimenti non riusciresti a recuperare il peso dei costi e delle commissioni subite.

Purtroppo però questo atteggiamento mette in pericolo il tuo capitale, che invece di essere protetto adeguatamente viene esposto più del dovuto alla volatilità dei mercati finanziari.

La seconda opzione: il consulente finanziario indipendente

Il consulente finanziario indipendente è un professionista che lavora totalmente in autonomia, esattamente come il commercialista o l’avvocato. Non ha contratti e soprattutto rapporti economici con nessuna azienda o intermediario e viene remunerato esclusivamente dall’investitore in modo diretto e trasparente.

Potendo scegliere tra qualsiasi strumento finanziario, ti consiglierà solo quelli con il miglior rapporto tra rischio e rendimento e quelli che fanno maggiormente al caso tuo.

Per quanto riguarda la struttura dei costi, la consulenza indipendente è molto più conveniente. D’altronde, ti verranno consigliati strumenti finanziari efficienti, con commissioni adeguate e senza costi nascosti.

Ecco che finalmente non devi avere un portafoglio incredibilmente rischioso soltanto per pareggiare i conti a fine anno.

Sono differenze davvero sostanziali.

I migliori consigli per investire 30.000 euro

Se hai 30.000 euro da parte e non hai una vera e propria formazione in ambito finanziario, il consiglio migliore è di cominciare chiarendoti le idee.

Cerca di capire esattamente quale sia l’orizzonte temporale degli investimenti che vuoi fare, quanto speri che renda il tuo capitale e quanti rischi sei disposto a correre.

Una volta che hai delle risposte precise, rivolgiti ad un consulente indipendente per farti consigliare i prodotti che fanno maggiormente al caso tuo.

Fatti anche spiegare nel dettaglio il motivo di questi consigli, in modo tale da poter capire se la consulenza che stai ricevendo è allineata ai tuoi obiettivi.

Seguendo questi passaggi puoi finalmente riprendere il vero controllo del tuo denaro e costruire investimenti che raggiungono i tuoi obiettivi.

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