Come Investire 300.000 Euro: 10 Strategie per Gestire al Meglio il Patrimonio

Come investire 300.000 euro? Si tratta di una somma importante, specialmente quando ci si appresta ad investirla. D’altronde, se ipotizzassimo per assurdo un rendimento medio netto dell’8% l’anno, gli interessi prodotti sarebbero pari a quello che in media guadagna un italiano secondo le ultime rilevazioni ISTAT.

Ovviamente si fa per dire, è soltanto un modo per sottolineare che nel quadro generale della finanza personale questa è una cifra di tutto rispetto.

Detto questo, per investire una cifra di questa portata serve una buona preparazione. Salvo che tu non sia un buon intenditore di mercati finanziari, con una formazione ed un’esperienza rilevante alle spalle, la cosa migliore è acquisire le giuste informazioni oppure rivolgersi ad un consulente finanziario indipendente che possa darti una mano.

Questo non significa che tu possa completamente disinteressarti di questo capitale e delegare senza cognizione di causa! In questa guida vedremo cosa ti serve sapere e cosa delegare, in modo tale che il tuo patrimonio sia al sicuro e libero di crescere.

Prima di investire 300.000 euro, rispondi a queste domande

Non c’è investimento senza pianificazione, quindi devi prima di tutto fare chiarezza sui tuoi obiettivi. Per facilitarti il compito, ti riporto un elenco di domande a cui rispondere con ordine:

  1. Per quale motivo vuoi investire? Vuoi proteggere il tuo capitale dall’inflazione, avere un’entrata extra di anno in anno, farlo crescere sul lungo termine o hai obiettivi ancora diversi? Questa domanda è fondamentale sia per l’asset allocation (la scelta degli strumenti su cui puntare) che per aiutare un eventuale consulente a farsi un’idea sull’impronta da dare al tuo portafoglio;
  2. Quale orizzonte temporale ha il tuo investimento?
  3. Quanti rischi sei disposto a correre? Ricorda sempre che il rischio è direttamente proporzionale al possibile rendimento e alle possibili perdite. Se il tuo obiettivo è quello di triplicare il capitale in pochi anni correndo rischi bassissimi, non c’è coerenza tra rischio e rendimento. Assicurati che le tue aspettative siano allineate al tuo profilo di rischio e viceversa;
  4. Stai pagando un mutuo o un prestito? Se l’interesse applicato sulle rate è maggiore di quello che puoi aspettarti di guadagnare dall’investimento dei tuoi soldi, allora la cosa più sensata da fare sul piano finanziario non è investire ma restituire anticipatamente il capitale preso in prestito.

Credimi, non dovresti sottovalutare questo elenco pensando che, in fondo, sono soltanto quattro domande a cui potresti anche rispondere su due piedi in un secondo momento. Tutta la strategia da applicare si basa sulle quattro risposte che dai a te stesso.

A chi rivolgersi per una consulenza

La cosa migliore da fare, prima di intraprendere qualunque strada, è quella di rivolgersi ad un consulente finanziario indipendente. Il consulente finanziario indipendente, come suggerisce il termine, è un professionista che non ha contratti con alcuna azienda.

A differenza del promotore, dell’assicuratore o dell’impiegato di banche/Poste, il suo compito non è quello di venderti a tutti i costi i prodotti proposti dalla sua azienda. A differenza di queste altre categorie di professionisti, infatti, non è pagato per questo.

Il consulente indipendente è pagato esclusivamente per il tempo che ti dedica, per la sua consulenza in senso stretto. Questo è molto importante, perché significa che non c’è un conflitto di interessi. Non ti vende dei prodotti preconfezionati facendo finta che siano perfetti per te; piuttosto, si dedica a costruire un portafoglio su misura per le tue esigenze.

I prodotti che ti consiglia (“consiglia”, non “vende”) sono scelti tra tutti quelli disponibili sul mercato e non soltanto su una misura di piani già impacchettati di cui fa il semplice rivenditore.

La consulenza indipendente ha anche un altro grande vantaggio sul risparmio gestito. Questa seconda categoria di investimento, infatti, ha costi decisamente maggiori proprio per remunerare il promotore, l’azienda per cui lavora, quella che gestisce i fondi, ecc…

Il costo medio applicato e verificato da diversi studi di settore è di circa il 3% annuo. Se ci aggiungi l’1% di inflazione, significa che devi arrivare ad un rendimento del 4% solo per pareggiare i conti. Non è decisamente una situazione in cui un risparmiatore avveduto vorrebbe ritrovarsi.

Mercato finanziario o immobiliare? Dove investire 300.000 euro?

Ci sono tante leggende metropolitane che in Italia sembrano non morire mai. Tra queste, la più comune è che “il mattone è l’unica cosa che regge nel tempo”. Questa affermazione è semplicemente falsa. Il prezzo delle case in Italia è aumentato decisamente meno dell’inflazione negli ultimi trent’anni, mentre il mercato azionario globale è cresciuto in media del 7% annuo.

Con l’unica eccezione di Milano e di pochi altre grandi città italiane, dove comunque bisogna valutare attentamente il tipo di immobile e la zona, investire in immobili in Italia significa consegnare i soldi alla svalutazione.

Se te lo stessi chiedendo, non è tutto. Il mercato immobiliare ha il brutto vizio di non essere quotato, il che significa che non puoi conoscere quotidianamente il valore del tuo investimento. Non puoi nemmeno vendere una casa in 10 minuti, cosa che invece puoi fare con azioni, obbligazioni e quote di fondi di investimento.

Il mercato immobiliare rimane una valida scelta in molte nazioni, ma l’Italia purtroppo non è una di quelle. Il periodo d’oro delle case è passato insieme al boom economico, soprattutto fuori dalle cinque maggiori città italiane, e non sembra destinato a ritornare a breve.

Cosa fare da sé e cosa delegare

Il processo di selezione degli strumenti finanziari giusti è difficile e richiede una notevole competenza, per cui ti conviene di gran lunga fare in modo che questa parte sia delegata ad un esperto. Questo non significa, comunque, che da qui in poi tu possa semplicemente dimenticarti i tuoi 300.000 euro ed attendere con entusiasmo i frutti del tuo investimento.

A scadenze regolari, ricordati di verificare l’andamento del portafoglio e di sentire il tuo consulente. Come un albero, il portafoglio per crescere ha bisogno di vedere tagliati i rami secchi. Ci sono ottime probabilità che nel corso del tempo sia necessario andare a fare dei ritocchi qua e là.

La tua presenza è fondamentale per dare le giuste informazioni al consulente, così come per tenerlo sull’attenti e fare in modo che si dedichi periodicamente alla revisione del lavoro che svolge per te. Anche per questo è importante riuscire a trovare una persona con cui si sviluppa fiducia reciproca e sintonia. Nel tempo, vedrai, la vostra sinergia sarà il principale fattore di evoluzione del portafoglio.

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