Come Investire nel 2019? Guida Alle Migliori Alternative per Scegliere i Prodotti Finanziari Migliori

Come investire nel 2019? Questa operazione non è semplice, perché i mercati vengono da diversi anni di rialzo e sembra che ormai sia vicino il momento della contrazione.

D’altronde l’osservazione dei cicli economici ci dice proprio questo, cioè che ad una fase di espansione segue sempre una recessione; nel complesso, però, al netto di queste due forze contrarie i mercati sul lungo termine crescono.

Soprattutto quello azionario. Insomma: tenuto conto di tutte le variabili, anche quelle che sembrano contraddirsi, quali sono i migliori investimenti da fare quest’anno?

In questa guida voglio fare tre cose insieme a te:

  • Il punto della situazione su quanto rendono gli investimenti più tradizionali in questo periodo, quali sono le opportunità e le minacce del quadro economico;
  • Una spiegazione dei migliori investimenti da fare in questo scenario;
  • Un’introduzione ai vari professionisti legati al mondo degli investimenti, spiegandoti a chi sia meglio rivolgersi e perché.

Pronto? Incominciamo.

Il quadro degli investimenti nel 2019

Passata la crisi economica, che in Italia abbiamo vissuto due volte per via della crisi dell’Eurozona, i mercati finanziari di tutto il mondo si sono ripresi con grande forza.

Sembra che nel nostro Paese saremo di nuovo in recessione tecnica da quest’anno, confermandoci il fanalino di coda della contemporaneità, ma i listini americani hanno raggiunto nuovi livelli record e lo stesso hanno fatto quelli di molte economie extra europee.

Per ragionare da buon investitore devi uscire dalla mentalità e dalle cose che succedono in Italia ed in Europa, adottando una prospettiva globale.

Chi vince e chi perde

Prima di tutto, possiamo affermare che da quanto successo in questi ultimi dieci anni ci siano delle considerazioni da fare:

  • Gli Stati Uniti rimangono il punto di riferimento dell’economia globale, trovando la capacità di crescere ad un ritmo estremamente elevato anche ora che la loro economia è già estremamente sviluppata;
  • L’Asia sta rapidamente diventando più importante dell’Europa, non solo per la crescita del PIL nelle sue diverse nazioni ma anche per volumi di scambi, crescita dei listini azionari e affidabilità del mercato obbligazionario;
  • Il nostro continente sta diventando sempre meno competitivo e internamente diviso. Brexit ed altre faccende politiche stanno dimostrando che in questa fase di declassamento l’Europa tende a presentarsi divisa di fronte al conto salato della minor competitività territoriale.

Il mercato immobiliare

Quando si parla di mercato immobiliare lo si può fare soltanto in relazione al nostro Paese, dal momento in cui né tu né io abbiamo intenzione di girare il mondo alla ricerca di immobili da acquistare.

Il valore delle case continua a scendere, anche se il numero di compravendite e ritornato molto vicino a quello dei livelli pre-crisi. Con l’eccezione di Milano e di alcuni quartieri di altre grandi città, la situazione diffusa è quella di una costante svalutazione degli immobili.

L’investimento nel mattone, molto in voga qualche decennio fa, adesso si presenta come una delle peggiori opzioni anche per via dell’imposizione fiscale proibitiva sulle seconde case e sugli immobili sfitti.

BTP

I Buoni del Tesoro Pluriennali sono sempre una delle prime soluzioni che vengono in mente agli italiani quando c’è qualche soldo da parte da investire. In questo momento i BTP sono un titolo migliore che in tante occasioni passate: specialmente quelli con scadenza oltre i dieci anni offrono rendimenti piuttosto alti, decisamente maggiori rispetto al rischio che il nostro Paese possa dichiarare default.

Nessuno ha la sfera di cristallo, come dico sempre, ma trovo davvero impensabile che il nostro quadro economico -per quanto non sia roseo come in passato- possa portare lo Stato italiano a dichiarare bancarotta.

Mi sentirei comunque di sconsigliarti di investire in BTP, se non altro perché chi non è milionario dovrebbe evitare di comprare titoli singoli. Meglio comprare titoli diversificati utilizzando i fondi, altrimenti si corrono troppi rischi associati ad un unico asset.

Il mercato azionario

Al momento, l’azionario globale arriva da uno dei suoi periodi migliori. La ripresa economica tra il 2012 ed il 2013 ha portato ad un passo del 7-8% di crescita annua sui listini globali, il che è molto diverso da quello che è successo su quelli italiani.

Al momento si teme che questo trend possa essere interrotto da un’inversione di marcia, ma quello che ancora una volta si è visto è che le azioni nel tempo tornano più forti di prima.

Soprattutto per chi è giovane, questo tipo di investimenti è quello che aiuta di più a far crescere il patrimonio nel corso del tempo.

I migliori investimenti per il 2019

Tutto quello che ci siamo detti fino a questo momento, ce lo siamo detti per arrivare qui. Dal momento in cui le cose stanno in questo modo, dove mettere i nostri risparmi con l’intento di farli crescere nel tempo? Le risposte sono abbastanza immediate.

  • Prima di tutto, una parte dei soldi da mettere al sicuro dovrebbe essere investita su obbligazioni americane, tedesche e di altre nazioni già sviluppato che al netto di tutti gli scossoni dell’ultimo decennio hanno dimostrato di reggere particolarmente bene. Gli Stati Uniti rimangono un caposaldo, la Germania viaggia ad una velocità completamente diversa da quella del resto d’Europa ed eventualmente potremmo inserire nel discorso anche Canada e Australia;
  • La parte del nostro portafoglio che vogliamo far crescere ad un ritmo medio con un rischio medio, dovrebbe puntare soprattutto all’azionario americano. Gli USA rimangono la potenza della new economy, ma anche Israele sta gradualmente diventando una nuova Silicon Valley. Investire sull’azionario di Tel Aviv sta diventando sempre di più come investire sugli Stati Uniti del Mediterraneo;
  • Guardando alla parte con il profilo di rischio maggiore ma con il potenziale di rendimento più alto, ci sono pochi dubbi. Questa dovrebbe essere soprattutto investita sui mercati che stanno manifestando la crescita maggiore: India, Vietnam, Brasile, Russia, Sud Africa, Messico e Nigeria. Terrei fuori dal discorso la Cina, che da fuori sembra una grande opportunità ma da dentro una grande bolla speculativa.

A chi rivolgersi per investire

Come forse saprai, ci sono diverse figure professionali nel mondo degli investimenti. Ognuna di queste ha un ruolo diverso, ma soprattutto non tutte loro ti possono essere utili nello stesso modo.

Purtroppo, ad esempio, la figura più comune è quella del promotore finanziario: questo non fa una vera consulenza ai suoi clienti, perché può soltanto rivendere i prodotti dell’azienda per cui lavora (normalmente una banca o un’assicurazione). Questo significa che:

  • Il promotore cercherà di venderti il prodotto sarà più interessato a venderti quello su cui prende le maggiori provvigioni, non quello più adatto alla tua situazione;
  • Il promotore non può creare un portafoglio su misura per te, ma soltanto proporti quel numero limitato di prodotti offerti dalla sua azienda;
  • Il promotore non viene remunerato per il tempo e per l’impegno che mette nel seguirti, ha uno stipendio mensile molto basso, e circa l’80-90% dei suoi redditi deriva dall’appiopparti qualche gestione.

Ecco perché per me devi assolutamente evitare di rivolgerti a questa categoria di professionisti, indipendentemente dall’azienda per cui lavorano. Ma non solo. I prodotti che vendono sono:

  • Estremamente costosi, perché c’è bisogno di toglierti abbastanza soldi da poter pagare la segretaria, l’ufficio, le vacanze del manager, l’auto aziendale del capo area, il call center che ti chiama la domenica mattina proponendoti di investire più soldi, la retta della scuola privata del figlio del capo ufficio e così via. Oltre a tutti questi personaggi che lavorano nell’azienda che ti vende il prodotto, ci sono poi quelli che lavorano nell’azienda che gestisce i fondi. Sono sempre entità separate, ricordalo. Ed infine, ovviamente, una parte dei costi che ti vengono applicati finisce per essere il guadagno netto dell’una e dell’altra azienda;
  • I loro fondi sono generalmente poco redditizi, dal momento in cui hanno una gestione attiva anziché passiva. Anche se manager in doppiopetto che fingono di sapere quel che dicono possono sembrare estremamente intelligenti, gli studi di settore rivelano che oltre l’80% dei fondi a gestione attiva finisce per avere performance inferiori a quelle del benchmark (il fondo passivo da prendere come diretto paragone).

Perché scegliere la consulenza indipendente

Io ti consiglio vivamente di rivolgerti ad un consulente finanziario indipendente, ovvero ad un professionista che non lavora per nessuna azienda e che non ha alcun conflitto di interessi. Il consulente indipendente crea un portafoglio su misura per te utilizzando titoli di qualsiasi genere, esclusivamente sulla base della sua competenza ed esperienza, nonché ovviamente dei tuoi obiettivi e della tua situazione finanziaria.

Viene pagato soltanto per il tempo e l’impegno che mette nelle consulenze. Possiamo dire che sia come un amico esperto che paghi per avere dei consigli fatti su misura per te.

Purtroppo in Italia la legge si è mossa tardi a riconoscere la figura del consulente indipendente, ma da quando è stata introdotta ha subito riscosso un notevole successo.

Anche in questo caso, per essere abilitati è necessario passare un esame di Stato confrontandosi con una prova specifica. In questo modo, i consulenti sono formati come i promotori ma applicano un modello di business molto più trasparente e privo di conflitti di interessi.

In Italia esistono diversi servizi che aggregano consulenti scelti per il loro valore e li mettono a tua disposizione: io ti consiglio Investitore Strategico, un’azienda che ha saputo distinguersi per la qualità della sua gestione, i costi ridotti e la preparazione dei suoi consulenti indipendenti.

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