Come Investire nel 2021? Guida Alle Migliori Alternative per Scegliere i Prodotti Finanziari Migliori

Come investire nel 2021? Questa operazione non è semplice, perché i mercati vengono da diversi anni di rialzo e sembra che ormai sia vicino il momento della contrazione.

D’altronde l’osservazione dei cicli economici ci dice proprio questo, cioè che ad una fase di espansione segue sempre una recessione; nel complesso, però, al netto di queste due forze contrarie i mercati sul lungo termine crescono.

Soprattutto quello azionario. Insomma: tenuto conto di tutte le variabili, anche quelle che sembrano contraddirsi, quali sono i migliori investimenti da fare quest’anno?

In questa guida voglio fare tre cose insieme a te:

  • Il punto della situazione su quanto rendono gli investimenti più tradizionali in questo periodo, quali sono le opportunità e le minacce del quadro economico;
  • Una spiegazione dei migliori investimenti da fare in questo scenario;
  • Un’introduzione ai vari professionisti legati al mondo degli investimenti, spiegandoti a chi sia meglio rivolgersi e perché.

Pronto? Incominciamo.

Il quadro degli investimenti nel 2021

Passata la crisi economica, che in Italia abbiamo vissuto due volte per via della crisi dell’Eurozona, i mercati finanziari di tutto il mondo si sono ripresi con grande forza.

Per ragionare da buon investitore devi uscire dalla mentalità e dalle cose che succedono in Italia ed in Europa, adottando una prospettiva globale.

Chi vince e chi perde

Prima di tutto, possiamo affermare che da quanto successo in questi ultimi dieci anni ci siano delle considerazioni da fare:

  • Gli Stati Uniti rimangono il punto di riferimento dell’economia globale, trovando la capacità di crescere ad un ritmo estremamente elevato anche ora che la loro economia è già estremamente sviluppata;
  • L’Asia sta rapidamente diventando più importante dell’Europa, non solo per la crescita del PIL nelle sue diverse nazioni ma anche per volumi di scambi, crescita dei listini azionari e affidabilità del mercato obbligazionario;
  • Il nostro continente sta diventando sempre meno competitivo e internamente diviso. Brexit ed altre faccende politiche stanno dimostrando che in questa fase di declassamento l’Europa tende a presentarsi divisa di fronte al conto salato della minor competitività territoriale.

Il mercato immobiliare

Quando si parla di mercato immobiliare lo si può fare soltanto in relazione al proprio Paese, dal momento in cui pochi hanno intenzione di girare il mondo alla ricerca di immobili da acquistare.

Il valore delle case continua a scendere, anche se il numero di compravendite e ritornato molto vicino a quello dei livelli pre-crisi. Con l’eccezione di Milano e di alcuni quartieri di altre grandi città, la situazione diffusa è quella di una costante svalutazione degli immobili.

L’investimento nel mattone, molto in voga qualche decennio fa, adesso si presenta come un’opzione complessa anche per via dell’imposizione fiscale proibitiva sulle seconde case e sugli immobili sfitti.

BTP

I Buoni del Tesoro Pluriennali sono sempre una delle prime soluzioni che vengono in mente agli italiani quando c’è qualche soldo da parte da investire. Purtroppo però le condizioni di mercati ne hanno gradualmente ristretto i rendimenti.

Nessuno ha la sfera di cristallo, ma troviamo che sia un’ipotesi remota che il nostro quadro economico (per quanto non sia roseo come in passato) possa portare lo Stato italiano a dichiarare bancarotta.

Ad ogni modo, sempre meglio prima comprare titoli diversificati utilizzando ETF, altrimenti si corrono troppi rischi associati ad un unico asset.

Il mercato azionario

Al momento, l’azionario globale arriva da uno dei suoi periodi migliori. La ripresa economica tra il 2012 ed il 2013 ha portato ad un passo del 7-8% di crescita annua sui listini globali, il che è molto diverso da quello che è successo su quelli italiani.

I mercati si muovono per cicli, perciò ci sono sempre alternanze tra cicli di crescita e cicli di recessione, ma quello che ancora una volta si è visto è che le azioni nel tempo tornano più forti di prima.

Soprattutto per chi è giovane, questo tipo di investimenti è quello che aiuta di più a far crescere il patrimonio nel corso del tempo.

I migliori investimenti per il 2021

Tutto quello che ci siamo detti fino a questo momento, ce lo siamo detti per arrivare qui. Dal momento in cui le cose stanno in questo modo, dove mettere i nostri risparmi con l’intento di farli crescere nel tempo? Le risposte sono abbastanza immediate.

  • Prima di tutto, una parte dei soldi da mettere al sicuro dovrebbe essere investita su strumenti che riducono la volatilità dei mercati e permettono di stabilizzare il portafoglio;
  • La parte del nostro portafoglio che vogliamo far crescere dovrebbe puntare soprattutto all’azionario, senza alcun dubbio al riguardo;

A chi rivolgersi per investire

Come forse saprai, ci sono diverse figure professionali nel mondo degli investimenti. Ognuna di queste ha un ruolo diverso, ma soprattutto non tutte loro ti possono essere utili nello stesso modo.

Purtroppo, ad esempio, la figura più comune è quella del promotore finanziario: questo non fa una vera consulenza ai suoi clienti, perché può soltanto rivendere i prodotti dell’azienda per cui lavora (normalmente una banca o un’assicurazione). Questo significa che:

  • Il promotore potrebbe venderti il prodotto su cui prende le maggiori provvigioni, non quello più adatto alla tua situazione;
  • Il promotore non può creare un portafoglio su misura per te, ma soltanto proporti quel numero limitato di prodotti offerti dalla sua azienda;
  • Il promotore non viene remunerato per il tempo che mette nel seguirti, ma dal raggiungimento di obiettivi di budget aziendale;

Ecco perché devi assolutamente evitare di rivolgerti a questa categoria di professionisti, indipendentemente dall’azienda per cui lavorano. Ma non solo. I prodotti che vendono sono:

  • Estremamente costosi, perché c’è bisogno di remunerare tutta la filiera commerciale di distribuzione;
  • I loro fondi sono generalmente poco redditizi, dal momento in cui hanno una gestione attiva anziché passiva. Gli studi di settore rilevano che la maggior parte dei fondi a gestione attiva finisce per avere performance inferiori a quelle del benchmark (il fondo passivo da prendere come diretto paragone).

Perché scegliere la consulenza indipendente

Rivolgersi ad un consulente finanziario indipendente, ovvero ad un professionista che non lavora per nessuna azienda e che non ha alcun conflitto di interessi, è una scelta ottimale. Il consulente indipendente crea un portafoglio su misura per te utilizzando titoli di qualsiasi genere, esclusivamente sulla base della sua competenza ed esperienza, nonché ovviamente dei tuoi obiettivi e della tua situazione finanziaria.

Viene pagato soltanto per il tempo e l’impegno che mette nelle consulenze.

Purtroppo in Italia la legge si è mossa tardi a riconoscere la figura del consulente indipendente, ma da quando è stata introdotta ha subito riscosso un notevole successo.

Anche in questo caso, per essere abilitati è necessario passare un esame, confrontandosi con una prova specifica. In questo modo i consulenti sono formati come i promotori, ma applicano un modello di business molto più trasparente e privo di conflitti di interessi.

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